
Our project: bringing the distinctive features of rural architecture back to life in order to enhance the entire landscape of Chianti.
Le case coloniche nel paesaggio chiantigiano sono simboli di una cultura agricola radicata e di un modo di vivere in armonia con la natura: testimonianze viventi di una storia ricca e di una cultura profondamente legata alla terra e ai suoi frutti, rappresentano un legame forte con il passato e con le tradizioni che ancora connotano la vita contemporanea in Toscana.
Sarebbe difficile immaginare oggi il paesaggio toscano senza la presenza delle case coloniche che lo caratterizzano con la loro struttura e i loro colori che così bene si inseriscono nel paesaggio circostante:
Nella Toscana mezzadrile, sistema che si diffonde intorno al XII secolo e conclude la sua storia solo negli anni ’50 del Novecento, la costruzione dell’abitazione contadina viene affidata a maestranze e le architetture ripropongono tecniche e decorazioni tipiche dell’edilizia basso medievale: legname per le architravature, pietre per la muratura e per le strutture il rivestimento, laterizio per le strutture di sostegno, archivolti e piedritti.
La casa colonica, con la sua evoluzione nel tempo, ha finito per diventare uno degli elementi più importanti, se non il principale, del paesaggio agrario della Toscana, il paesaggio della mezzadria. Oggi, che questo tipo di contratto è scomparso da tempo e che le tradizionali coltivazioni promiscue sono state affidate a moderni impianti specializzati, oppure destinate all’abbandono e alla riconquista del bosco, le case coloniche sono rimaste l’unica testimonianza ancora percepibile di un secolare paesaggio agrario.
Farmhouses in the Chianti landscape are symbols of deep-rooted agricultural culture and a way of life in harmony with nature: living testimonies of a rich history and a culture profoundly tied to the land and its produce, they represent a strong connection with the past and with the traditions that still shape contemporary life in Tuscany.
It would be difficult today to imagine the Tuscan landscape without the presence of these farmhouses, which define it with their structure and colors that blend so well into the surrounding scenery.
In mezzadria-based Tuscany—a sharecropping system that spread around the 12th century and came to an end only in the 1950s—the construction of farm dwellings was entrusted to skilled craftsmen, and the architecture reproduced techniques and decorative elements typical of late medieval building: timber for lintels, stone for masonry and structural cladding, and brick for supporting structures, arches, and jambs.
The farmhouse, through its evolution over time, has become one of the most important—if not the principal—elements of the Tuscan agricultural landscape, the landscape of sharecropping. Today, with this contractual system long gone and traditional mixed farming replaced by modern specialized plantations or abandoned land reclaimed by woodland, farmhouses remain the only still-perceptible testimony of a centuries-old agricultural landscape.
